Descrizione

CORSO DI FORMAZIONE PER OPERATORI DI RSA E CENTRI DIURNI: STRATEGIE PER MIGLIORARE LE RELAZIONI CON I FAMILIARI
Data: 18 Settembre 2025
Ora: Dalle 16:00 alle 18:00
Modalità: Live - In diretta con il docente
Attestato di partecipazione finale
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PREMESSA
Nell'ambito delle strutture residenziali e semi-residenziali possono emergere difficoltà relazionali tra gli
operatori e i familiari degli ospiti. Queste dinamiche, spesso complesse e emotivamente cariche, possono
compromettere il rapporto di fiducia e collaborazione tra le due parti.
Queste dinamiche possono essere
influenzate da una serie di fattori, tra cui la complessità delle esigenze dei residenti o ospiti, la diversità dei
background culturali e socio-economici delle famiglie, e le pressioni lavorative e il carico emotivo degli
operatori.
Da un lato ci sono gli operatori impegnati a conciliare sia i bisogni assistenziali, spesso complessi, dei loro
ospiti e i protocolli e esigenze gestionali della struttura in cui operano. D'altra parte, i familiari degli ospiti si
sentono spesso frustrati e impotenti di fronte alle situazioni che si presentano all'interno delle strutture.
La
preoccupazione per il benessere dei propri cari, unita alla distanza fisica e emotiva che talvolta si crea con gli
operatori, può generare sentimenti di incomprensione e sfiducia.
Spesso le divergenze tra operatori e familiari nascono da una mancanza di comunicazione efficace e da una
scarsa comprensione reciproca delle rispettive esigenze e preoccupazioni. Gli operatori possono percepire i
familiari come esigenti o poco collaborativi, mentre questi ultimi possono sentirsi trascurati o non
adeguatamente coinvolti nelle decisioni riguardanti i propri cari.
Le difficoltà possono anche derivare da una diversità di prospettive e valori riguardo alla cura e all'assistenza
agli anziani. Ad esempio, mentre alcuni familiari possono desiderare un coinvolgimento attivo nella vita
quotidiana del loro congiunto, gli operatori possono preferire seguire protocolli e regole aziendali che
limitano l'autonomia e la partecipazione dei familiari.
Inoltre, le situazioni di stress e di emergenza possono acuire le tensioni tra operatori e familiari, complicando
ulteriormente la comunicazione e la collaborazione. Ad esempio, in situazioni di crisi o di degrado delle
condizioni di salute di un residente, le famiglie possono sentirsi sopraffatte dalla situazione e reagire in modo
impulsivo o irrazionale.
È importante sottolineare che le difficoltà relazionali tra operatori e familiari non sono sempre il risultato di
negligenze o cattive intenzioni da parte di una delle parti, ma spesso sono il frutto di una serie di fattori e
dinamiche complesse che rendono difficile la gestione delle relazioni interpersonali.
Per affrontare efficacemente queste difficoltà è fondamentale promuovere una comunicazione aperta e
trasparente tra operatori e familiari, basata sulla fiducia reciproca e sul rispetto delle diversità di prospettive
e opinioni.
È inoltre necessario favorire la formazione degli operatori sulla gestione delle relazioni
interpersonali e sull'empatia nei confronti dei familiari, al fine di migliorare la qualità dell'assistenza e
garantire il benessere dei residenti.
Solo attraverso una maggiore consapevolezza, comprensione reciproca e impegno nel lavorare insieme per il
benessere degli anziani, sarà possibile superare le difficoltà e costruire relazioni più armoniose e
soddisfacenti all'interno delle strutture.
CRITICITA’ PIU’ FREQUENTI AFFRONTATE DA OPERATORI E FAMILIARI
Le criticità nelle relazioni tra operatori di RSA e familiari possono includere:
- Mancanza di comunicazione: spesso vi è una mancanza di comunicazione efficace tra operatori di RSA e
familiari, che può portare ad incomprensioni e tensioni.
- Differenze di opinioni: operatori e familiari possono avere opinioni diverse su come gestire la cura e
l'assistenza ai residenti della RSA, creando conflitti e frizioni.
- Mancanza di trasparenza: la mancanza di trasparenza da parte degli operatori sulla gestione della
struttura, sulle attività svolte e sulle cure fornite può portare a sfiducia da parte dei familiari.
- Incomprensioni e mancanza di empatia: a volte gli operatori possono non comprendere appieno le
esigenze e le preoccupazioni dei familiari, mentre questi ultimi possono non capire le limitazioni e le sfide
degli operatori nella gestione della RSA.
- Disaccordi sulle decisioni: familiari e operatori possono essere in disaccordo su decisioni importanti
riguardanti la salute e il benessere dei residenti, creando tensioni e conflitti.
- Mancanza di risorse e supporto: la mancanza di risorse finanziarie e di personale all'interno delle RSA può
influenzare negativamente le relazioni tra operatori e familiari, creando stress e frustrazione da entrambe le
parti.
OBIETTIVI DEL CORSO
Il corso di formazione per operatori di RSA mira a migliorare le relazioni con i familiari dei residenti, creando
un ambiente più accogliente e collaborativo all'interno della struttura.
Durante il corso, gli operatori impareranno a comunicare in modo efficace con i familiari, ascoltando
attentamente le loro esigenze e preoccupazioni. Verranno forniti strumenti per gestire situazioni difficili e
per creare un clima di fiducia e trasparenza.
Inoltre, verrà dedicato spazio alla sensibilizzazione sull'importanza del coinvolgimento dei familiari nel
percorso di cura e di assistenza dei loro cari. Gli operatori impareranno ad essere empatici e rispettosi nei
confronti dei familiari, supportandoli e incoraggiandoli nel loro ruolo di caregiver.
Il corso prevede anche sessioni pratiche e simulazioni di situazioni reali, per permettere agli operatori di
mettere in pratica le competenze acquisite.
Al termine del corso, gli operatori saranno in grado di stabilire
relazioni più soddisfacenti e collaborative con i familiari, contribuendo così a migliorare la qualità della vita
dei residenti e a creare un clima di benessere all'interno della struttura.
RIFLESSIONI DELLA DOCENTE SULL’ARGOMENTO
DALLA PARTE DEL CAREGIVER
Nella condizione di essere o essere stati caregiver familiari fatichiamo a considerare il caregiving una
professione, mentre sempre più spesso si formano figure professionali: caregiver informali, operatori di
struttura, alla luce della sempre più pressante richiesta di assistenza.
Giustamente gli operatori di struttura sono concentrati sul benessere e la cura del malato, purtroppo tal
volta a discapito del rapporto con il caregiver familiare, che oltre ad impersonare il loro stesso ruolo, ne vive la frustrazione del non essere preparato e dell’esserne fagocitato; il ruolo di caregiver
familiare non nasce certo da una scelta professionale ma da un’esigenza contingente di vita,
che molto spesso scombussola ogni abitudine, ogni equilibrio familiare e sociale.
Se da un lato si rende necessario stabilire immediatamente nuove regole e routine per l’ospite della struttura
protetta dall’altro occorre rapportarsi con quel familiare che fino a poco prima aveva sulle sue spalle l’intera
gestione della cura del malato, della quale si sente ora spogliato come se non avesse più voce in capitolo. Vi
lascio immaginare quanto questo possa generare una nuova frustrazione nel caregiver familiare, sia esso
coniuge o figlio.
Per quanto possa sembrare sciocco doverlo precisare gioca un ruolo fondamentale
rassicurare le preoccupazioni del familiare: ricordo in piena pandemia, quando mio padre era ricoverato in
una RSA, il mio terrore che lui potesse morire senza di me, senza nessun familiare accanto, senza un ultimo
saluto, ricordo il capo infermiere paziente che mi rassicurava e quelle parole valevano come un caldo
abbraccio per una figlia preoccupata; ricordo l’importanza prima della pandemia di poter essere presente ai
suoi pasti, di poter partecipare alla sua vita quotidiana. Lo scambio di filmati e le video telefonate hanno
accompagnato il biennio di ricovero di mio padre e sono state ossigeno per me… non certo per lui purtroppo,
ma il capitolo pandemia è decisamente un paragrafo di vita fuori dai normali schemi.
Le ingerenze di un familiare che vuole dire la sua sull’accudimento di un malato ospitato in struttura creano
anche nell’operatore frustrazioni che si ripercuotono sul rapporto con il familiare, come possiamo migliorare
questa collaborazione senza interferire con la cura del malato? Ecco la risposta sta proprio nel termine
collaborazione, forse è possibile coinvolgere il familiare in piccoli compiti che lo facciano ancora sentire utile,
che mettano a tacere tutti quei sensi di colpa che prova nel non poter più svolgere quel ruolo che prima
tanto gli pesava.
Esistono parenti che non vedono l’ora di “abbandonare” il malato alle cure di una struttura, sapendolo così al
sicuro e rimpadronendosi della propria vita, ma esistono anche familiari ai quali manca l’aria per aver
affidato il proprio caro alle cure sapienti di estranei, e per quelle persone che credo vivamente in una
collaborazione costruttiva tra caregiver informali e familiari, alla fine il familiare può diventare una risorsa.
Non perdere l’occasione: unisciti al nostro Live Webinar per esplorare il tema in modo approfondito e pratico.
DESTINATARI:
Questa proposta formativa si rivolge quindi ad Operatori di Assistenza, Operatori Socio-Sanitari, Assistenti Sociali, Infermieri, Fisioterapisti, Educatori, Logopedisti, Terapisti Occupazionali, Medici, Psicologi e altri Professionals.
Al termine del corso Studio VEGA S.r.l. rilascerà l’attestato di partecipazione a tutti i partecipanti.
*Acquistabile individualmente oppure da un Centro di servizi/Organizzazione per i propri dipendenti/collaboratori. Il costo indicato si riferisce alla fruizione da parte di un singolo partecipante.*
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Codice prodotto:
COWENOVIL
Costo unitario:
59,99 € ivato