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2013 - Accompagnare l'Anziano e la Sua Famiglia nell'ultima fase di vita
04/12/2013

L’ampliamento delle potenzialità della medicina, in corso negli ultimi decenni, ha fatto emergere in modo sempre più evidente una nuova domanda di etica nel campo sanitario. L’applicazione alla medicina del progresso tecnologico (trapianti d’organo, dialisi, terapie intensive, diagnosi prenatale) ha sensibilmente spostato in avanti il momento della morte. Sul piano culturale si è fatta strada l’idea che la morte possa essere evitata, sconfitta o, quanto meno, posticipata in maniera indefinita (negazione della morte). Sul piano sociale si trascorre l’ultima parte della vita in ospedale, sottratti quindi al proprio ambiente familiare, alla compagnia dei propri cari, al ritmo di una vita normale.

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2013 - Il rimprovero dei collaboratori: stimolare attraverso la critica
14/11/2013

Esercitare la critica o il rimprovero non è semplice: chi ha la responsabilità di coordinare altre persone spesso affronta questo compito con ansia o aggressività o, peggio, lo evita perché teme di peggiorare la situazione, ferire le persone, oppure non ha fiducia che possano generarsi cambiamenti. Queste difficoltà influenzano il modo in cui si rimprovera o si evidenziano le criticità, determinandone spesso l’inefficacia. Saper gestire in maniera adeguata un momento di confronto con i collaboratori, avente l’obiettivo di segnalare potenziali rischi o disagi conclamati, è una competenza importante per chi è chiamato a gestire l’operato di un gruppo di lavoro. La gestione efficace della critica e del rimprovero è uno strumento fondamentale per il miglioramento della qualità del servizio e dell’organizzazione nel suo complesso. Contrariamente a quanto si possa pensare può inoltre rappresentare uno degli strumenti in dotazione ai responsabili di gruppo per migliorare la motivazione del proprio personale.

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2013 - Tutela della salute e della sicurezza in un centro di servizi per persone non autosufficienti
Dal 04/11/2013 al 19/11/2013

Il bisogno formativo del Centro di servizi per persone anziane non autosufficienti "Villa Bianca" si determina dopo aver ascoltato le necessità espresse dallo stesso personale dipendente secondo una precisa procedura di qualità che l'Ente ha adottato. L'analisi dei bisogni formativi viene infine negoziato con il Consiglio Direttivo di sede. Per l'anno 2013 si è giunti a determinare quale bisogno formativo l'aspetto della "Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro" in riferimento all'articolo 37, comma 2 del decreto legislativo n. 81/2008. Nello specifico il bisogno formativo è quello di giungere ad ampliare le conoscenze dei lavoratori rispetto ai rischi di ogni settore operativo presente nel centro di servizi. Il Documento di valutazione dei rischi (DVR) diventa pertanto il documento di riferimento su cui poggerà l'intervento formativo che si andrà a realizzare.

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2013 - La gestione della contenzione nelle residenze per Anziani
18/10/2013

Fino a qualche anno fa il tema della contenzione era molto sentito non solo in termini etici nei confronti delle persone contenute, ma anche in termini legali e di tutela nei confronti del personale sanitario e assistenziale. Molti i confronti, i dati percentuali citati, ma poca la letteratura diffusa. Oggi a che punto siamo non solo in termini di gestione della contenzione, ma anche di valutazione del rischio?

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2013 - I Piani Assistenziali e Riabilitativi Individualizzati: come tradurli in pratica?
04/10/2013

I Piani Assistenziali e Riabilitativi Individualizzati (PAI) hanno sicuramente favorito, nelle organizzazioni che erogano servizi alla Persona, una maggiore attenzione ai bisogni del singolo ed un approccio multidimensionale. Il PAI però non dovrebbe essere visto solo come un elenco di attività da svolgere, letto solamente al momento della stesura e mai aggiornato, ma dovrebbe costituire il punto di riferimento quotidiano per tutte le figure professionali. Come fare allora a tradurre realmente in pratica i Piani Individualizzati? Occorre, prima di tutto, utilizzare strumenti per la valutazione globale dell'utente, che coinvolgano tutti gli operatori del servizio e che favoriscano l'individuazione del suo potenziale residuo in relazione all'ambiente di vita. Occorre imparare a definire obiettivi specifici, coerenti con le risorse disponibili, e a verificarli in maniera oggettiva, misurando effettivamente i risultati ottenuti, senza cadere nell'autoreferenzialità. Occorre usare strumenti e modalità di comunicazione snelli, dinamici, sintetici, facilmente consultabili dagli operatori e facilmente aggiornabili in caso di variazioni. Occorre, in altre parole, fare in modo che la somma dei Piani Individualizzati determini i piani di lavoro e non il contrario.

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