Portfolio ECM

2014 - Se non trovi la soluzione, sei parte del problema!
18/11/2014

La presa di decisioni è uno dei compiti precipui di ogni responsabile e implica la capacità di riconoscere e identificare il problema, nonché comprendere quale sia la strategia migliore per risolverlo, in autonomia o in gruppo. Le decisioni vanno comunque assunte e comunicate ai collaboratori e la qualità del processo decisionale influenza la qualità delle performance e delle relazioni all’interno di un gruppo. Le figure chiamate a coordinare si relazionano sia con i collaboratori che con i livelli organizzativi superiori. Le negoziazione efficace è uno strumento utile sia per la gestione della relazione top-down e bottom-up che per supportare il processo decisionale.

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2014 - Differenziazione dei servizi residenziali e semiresidenziali nei processi di abilitazione ed empowerment delle Persone con disabilità
14/11/2014

L’evento formativo ha come obiettivo generale quello di definire uno scenario etico, sociale e psicologico di riferimento per lo sviluppo in chiave di innovazione e differenziazione di quelli che comunemente vengono definiti “servizi residenziali e semiresidenziali” per persone con disabilità. L’urgenza e importanza di un ripensamento sostanziale delle formule organizzative fin qui realizzate è legata a motivi diversi e convergenti: a) la limitata differenziazione dei servizi contrasta con la diversità dei livelli di funzionamento delle persone e spesso l’eccesso di protezione tende a limitare le opportunità di sviluppo e capacitazione delle persone con disabilità; b) troppo spesso il contenitore semiresidenziale (centro diurno) o residenziale (comunità alloggio) sembra “esaurire” il potenziale progettuale pensato dai servizi e rischia di determinare distanza se non separazione tra strutture e comunità locale; c) un modello di servizi che non punta in modo deciso a sostenere le autonomie delle persone con disabilità e la potenziale modulazione delle risorse assistenziali in modo flessibile rischia semplicemente di non avere sostenibilità nel quadro dell’attuale contesto di crisi strutturale della finanza pubblica.

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2014 - La gestione del sistema qualità in un Centro di servizi per persone anziane non autosufficienti: sviluppo di procedure condivise per migliorare la Qualità di Vita degli ospiti
Dal 14/10/2014 al 19/11/2014

Il progetto formativo è personalizzato sulle esigenze della specifica struttura in cui si svolge. Durante gli incontri formativi si rivisiteranno e rimoduleranno le procedure operative in essere e presenti nel sistema Qualità aziendale, in un’ottica di sinergia operativa tra tutte le figure professionali presenti in struttura. L’obiettivo primario è quello di rendere il personale dipendente coinvolto, “proprietario” dell’organizzazione e dei suoi cambiamenti. Il corso dovrà quindi stimolare la diretta partecipazione di ciascun operatore dapprima all’analisi organizzativa e poi alla proposta delle modifiche necessarie per migliorare il servizio reso.

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2014 - Costruire la relazione con la Persona con demenza per gestire e prevenire il disturbo del comportamento
10/10/2014

I disturbi del comportamento sono tra le cause principali di istituzionalizzazione delle persone che soffrono di demenza e risultano essere tra le principali fonti di stress nei caregivers che li assistono, siano essi familiari o operatori sanitari. Spesso i disturbi del comportamento derivano da errori di comprensione e comunicazione tra l’utente e chi lo ha in carico. Risulta pertanto fondamentale per poter gestire e prevenire questi disturbi intervenire sull’ambiente relazionale che circonda la Persona. Accanto alle terapie farmacologiche e non farmacologiche più diffuse (ROT. Stimolazione Cognitiva, Terapia delle 3R, Validation Therapy ecc.), sempre più attenzione viene oggi posta sulle strategie psico-sociali e comportamentali dei prestatori di assistenza affinché siano in grado di creare un ambiente protesico capace di ridurre il manifestarsi dei sintomi disfunzionali. Tale ambiente è dato dalla speciale relazione caregiver-utente, ma anche dal rapporto interpersonale tra i diversi caregiver che, con ruoli, esperienze ed emozioni diverse, sono responsabili della cura. Risulta fondamentale che tutti i caregivers (i componenti dell’equipe multiprofessionale e i familiari) creino una relazione terapeutica in grado di generare cura e benessere per l’utente e per se stessi.

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2014 - Il Progetto Individualizzato nelle strutture per disabili: come tradurlo in pratica?
26/09/2014

I Piani Assistenziali e Riabilitativi Individuali fanno ormai parte delle prassi organizzative e documentali delle organizzazioni che erogano servizi alla Persona. Il “PAI” è entrato nel gergo comune degli addetti ai lavori e ha sicuramente favorito una maggiore attenzione ai bisogni del singolo ed un approccio multidimensionale. Tuttavia, il Piano assistenziale e riabilitativo individualizzato non è solo un documento, in cui vengono riportate le decisioni e le attività che si dovrebbero svolgere con la persona; deve costituire il punto di riferimento quotidiano per tutte le figure professionali per ritrovare gli interventi da svolgere sulla Persona, che devono quindi essere concretamente attuati. Eppure, in molti casi, i Piani Individualizzati restano un riferimento “di massima”, magari letti da ogni operatore al momento della stesura ma difficilmente applicati in maniera sistematica ed aggiornati effettivamente al variare dei bisogni della persona. Come fare allora a tradurre realmente in pratica i Piani Individualizzati? Come renderli veri strumenti di lavoro? Occorre, prima di tutto, utilizzare strumenti per la valutazione globale degli utenti, che coinvolgano tutti gli operatori del servizio e che favoriscano l’individuazione del suo potenziale residuo in relazione all’ambiente di vita. Occorre imparare a definire obiettivi specifici coerenti con le risorse disponibili e a verificarli in maniera oggettiva, misurando effettivamente i risultati ottenuti, senza cadere nell’autoreferenzialità. Occorre usare strumenti e modalità di comunicazione snelli, dinamici, sintetici, facilmente consultabili dagli operatori e facilmente aggiornabili in caso di variazioni. Occorre, in altre parole, fare in modo che la somma dei Piani Individualizzati determini i piani di lavoro di nucleo e non il contrario.

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