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2015 - Il Progetto Individualizzato nelle strutture per disabili: come tradurlo in pratica?
10/04/2015

I Piani Assistenziali ed Educativi Individuali fanno ormai parte delle prassi organizzative e documentali delle organizzazioni che erogano servizi alla Persona. Il “PAI/PEI” è entrato nel gergo comune degli addetti ai lavori e ha sicuramente favorito una maggiore attenzione ai bisogni del singolo ed un approccio multidimensionale. Tuttavia, il Piano individualizzato non è solo un documento, in cui vengono riportate le decisioni e le attività che si dovrebbero svolgere con la persona; deve costituire il punto di riferimento quotidiano per tutte le figure professionali per ritrovare gli interventi da svolgere sulla Persona, che devono quindi essere concretamente attuati. Eppure, in molti casi, i Piani Individualizzati restano un riferimento “di massima”, magari letti da ogni operatore al momento della stesura ma difficilmente applicati in maniera sistematica ed aggiornati effettivamente al variare dei bisogni della persona. Come fare allora a tradurre realmente in pratica i Piani Individualizzati? Come renderli veri strumenti di lavoro? Occorre, prima di tutto, utilizzare strumenti per la valutazione globale degli utenti, che coinvolgano tutti gli operatori del servizio e che favoriscano l’individuazione del suo potenziale residuo in relazione all’ambiente di vita. Occorre imparare a definire obiettivi specifici coerenti con le risorse disponibili e a verificarli in maniera oggettiva, misurando effettivamente i risultati ottenuti, senza cadere nell’autoreferenzialità. Occorre usare strumenti e modalità di comunicazione snelli, dinamici, sintetici, facilmente consultabili dagli operatori e facilmente aggiornabili in caso di variazioni. Occorre, in altre parole, fare in modo che la somma dei Piani Individualizzati determini i piani di lavoro di nucleo e non il contrario.

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2015-2016 - Il Piano Assistenziale Individualizzato: come tradurlo e applicarlo nella pratica?
20/03/2015

I Piani Assistenziali e Riabilitativi Individuali fanno ormai parte delle prassi organizzative e documentali delle organizzazioni che erogano servizi alla Persona. Il “PAI” è entrato nel gergo comune degli addetti ai lavori e ha sicuramente favorito una maggiore attenzione ai bisogni del singolo ed un approccio multidimensionale. Tuttavia, il Piano assistenziale e riabilitativo individualizzato non è solo un documento, in cui vengono riportate le decisioni e le attività che si dovrebbero svolgere con la persona; deve costituire il punto di riferimento quotidiano per tutte le figure professionali per ritrovare gli interventi da svolgere sulla Persona, che devono quindi essere concretamente attuati. Eppure, in molti casi, i Piani Individualizzati restano un riferimento “di massima”, magari letti da ogni operatore al momento della stesura ma difficilmente applicati in maniera sistematica ed aggiornati effettivamente al variare dei bisogni della persona. Come fare allora a tradurre realmente in pratica i Piani Individualizzati? Come renderli veri strumenti di lavoro? Occorre, prima di tutto, utilizzare strumenti per la valutazione globale degli utenti, che coinvolgano tutti gli operatori del servizio e che favoriscano l’individuazione del suo potenziale residuo in relazione all’ambiente di vita. Occorre imparare a definire obiettivi specifici coerenti con le risorse disponibili e a verificarli in maniera oggettiva, misurando effettivamente i risultati ottenuti, senza cadere nell’autoreferenzialità. Occorre usare strumenti e modalità di comunicazione snelli, dinamici, sintetici, facilmente consultabili dagli operatori e facilmente aggiornabili in caso di variazioni. Occorre, in altre parole, fare in modo che la somma dei Piani Individualizzati determini i piani di lavoro di nucleo e non il contrario.

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2015 - La gestione del sistema qualità in un Centro di servizi per persone anziane non autosufficienti: sviluppo di procedure condivise per migliorare la Qualità di Vita degli ospiti
Dal 03/03/2015 al 24/03/2015

Il progetto formativo è personalizzato sulle esigenze della specifica struttura in cui si svolge. Durante gli incontri formativi si rivisiteranno e rimoduleranno le procedure operative in essere e presenti nel sistema Qualità aziendale, in un’ottica di sinergia operativa tra tutte le figure professionali presenti in struttura. L’obiettivo primario è quello di rendere il personale dipendente coinvolto, “proprietario” dell’organizzazione e dei suoi cambiamenti. Il corso dovrà quindi stimolare la diretta partecipazione di ciascun operatore dapprima all’analisi organizzativa e poi alla proposta delle modifiche necessarie per migliorare il servizio reso.

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2014 - Che cos'è la psicologia sociale maligna e come contrastarla
19/12/2014

Nel modello di cura della demenza centrato sulla persona di Tom Kitwood viene definito con il termine “Psicologia sociale maligna” quei comportamenti messi in atto dallo staff di cura che si rivelano poco rispettosi dell’individualità della persona con demenza e della sua dignità e che, nella maggior parte del casi, vengono messi in atto involontariamente. Tra questi ritroviamo l’oggettificazione, l’invalidazione, l’infantilizzazione, l’esclusione etc. Conoscere quali sono le azioni che minano o promuovono il benessere della persona diventa un utile strumento per la definizione del programma di assistenza individualizzato delle persone con demenza.

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2014 - Nuove idee per la gestione degli aspetti motori dell’anziano. Strumenti operativi per sentirsi ed essere riconosciuti come professionisti in ambito sanitario
25/11/2014

Le difficoltà che nascono dalla routine lavorativa, dalla scarsa collaborazione tra colleghi e da obsolete metodiche di lavoro apprese, inducono l’operatore assistenziale a diventare un mero esecutore di mansioni. Il corso si prefigge di rendere merito a tutti coloro che lavorano in queste realtà, fornendo un diverso punto di vista basato su più concrete e idonee tecniche di gestione assistenziale del paziente durante la movimentazione manuale, nella scelta e nell’utilizzo degli ausili e nella collaborazione funzionale tra le varie figure professionali.

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