Una delle ultime attività formative svolte presso una struttura è stata l’occasione per una riflessione sull’attenzione che il personale ha nei confronti di desideri e gusti degli utenti in carico.

Succede a volte di trovare TV o radio sintonizzate su canali che sono stati scelti dagli operatori (e che piacciono solo a loro), sentire musica per bambini, vedere decorazioni che si addicono di più ad un asilo, che a strutture per persone adulte o anziane.
Evidentemente si tratta di errori o mancanze nella valutazione. E’ stato saltato un passaggio, cioè quello di indagare i bisogni delle persone che si hanno di fronte.

Questo momento di analisi, che nel lavoro di cura è ormai imprescindibile, può sembrare trascurabile rispetto ai bisogni non materiali.
Aggiungere all’assistenza legata alle necessità prettamente fisiche un lavoro sui bisogni immateriali, anche partendo da spunti banali, può portare risultati impensabili in termini di Qualità di Vita.

Spesso le condizioni psicofisiche degli utenti rendono questa analisi difficile, ma la sfida da affrontare è proprio questa: analizzare e osservare per riuscire a cogliere ogni segnale utile per poter consentire alle persone di individuare innanzitutto i propri desideri e poter avere anche la possibilità di fare delle scelte.

L’atteggiamento assistenziale (“poverino…”) che porta, nella maggioranza dei casi in assoluta buona fede, a sostituirsi alla persona nelle sue scelte, di fatto distrugge ogni possibilità di autonomia.

Proviamo a riabituare i nostri utenti ad avere dei desideri.

Il supporto che Studio VEGA offre consiste in strumenti che aiutano ad accrescere l’appropriatezza e l’economicità dei servizi presenti sul territorio e anche a mettere in luce i risultati prodotti.

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